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From www.musicclub.it - column Kaos

PAK Motel (Ra Sounds) (di Roberto Michieletto )
PAKThis is great! Non è di certo un caso che il sottoscritto sia entrato in contatto con Ron Anderson (e i suoi Pak, nonché autore di dischi sotto altre denominazioni, compresi i Molecules e la collaborazione con i Ruins) per mezzo dei nostri beneamati Zu, perché entrambe le formazioni condividono un comune modo di appropinquarsi alla composizione dei brani e una comune ideologia sonora. Un’ideologia per la quale, pur non volendo prescindere (avendone molto opportunamente le capacità) dalla tecnica e basando la scrittura su parti intricate e complesse, però si pone l’obiettivo finale di arrivare a concepire canzoni nelle quali il feeling viscerale, la potenza, l’energia e la crudezza del suono rivestono comunque un ruolo primario. ‘Motel’ (secondo lavoro a nome Pak) si muove con estrema competenza in un contesto musicale in cui il blues primordiale, l’avant rock, l’improvvisazione, alcune assonanze noise e fraseggi derivati dal free jazz trovano una propria ragione di esistere scambiandosi i ruoli di primi attori all’interno dei pezzi, ma non mutando mai l’esito finale del copione (esemplare in tal senso la conclusiva ‘Bienvenue A L’Hotel Plastique’). Mi sentirei quindi di condividere appieno ciò che viene riportato sulla confezione del CD: “An exceptionally tight band making avant music that rocks”!

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