This
is great! Non è di certo un caso che il sottoscritto sia entrato in
contatto con Ron Anderson (e i suoi Pak, nonché autore di dischi
sotto altre denominazioni, compresi i Molecules e la collaborazione
con i Ruins) per mezzo dei nostri beneamati Zu, perché entrambe le
formazioni condividono un comune modo di appropinquarsi alla
composizione dei brani e una comune ideologia sonora. Un’ideologia
per la quale, pur non volendo prescindere (avendone molto
opportunamente le capacità) dalla tecnica e basando la scrittura su
parti intricate e complesse, però si pone l’obiettivo finale di
arrivare a concepire canzoni nelle quali il feeling viscerale, la
potenza, l’energia e la crudezza del suono rivestono comunque un
ruolo primario. ‘Motel’ (secondo lavoro a nome Pak) si muove con
estrema competenza in un contesto musicale in cui il blues
primordiale, l’avant rock, l’improvvisazione, alcune assonanze noise
e fraseggi derivati dal free jazz trovano una propria ragione di
esistere scambiandosi i ruoli di primi attori all’interno dei pezzi,
ma non mutando mai l’esito finale del copione (esemplare in tal
senso la conclusiva ‘Bienvenue A L’Hotel Plastique’). Mi sentirei
quindi di condividere appieno ciò che viene riportato sulla
confezione del CD: “An exceptionally tight band making avant music
that rocks”!
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